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Particelle Magnetiche – MT

Il controllo non distruttivo per mezzo di particelle magnetiche è un metodo per la localizzazione di difetti superficiali e sub-superficiali in materiali, tali materiali devono però avere la caratteristica di poter essere magnetizzati, fa parte della famiglia dei metodi superficiali.

Il principio del metodo si basa sul fatto che quando l’oggetto da testare è magnetizzato, le discontinuità che si trovano in un senso generalmente trasversale al campo magnetico determinano una deviazione delle linee di flusso del campo magnetico stesso.

Se il difetto poi affiora in superficie, parte delle linee di flusso del campo magnetico vengono disperse oltre la superficie stessa.

Gli esami magnetoscopici sfruttano il paramagnetismo di alcuni metalli (capacità di non opporsi al passaggio del campo magnetico), o meglio ancora il ferromagnetismo (capacità di concentrarlo) per evidenziare le anomalie delle linee di flusso del campo magnetico nei pressi di un difetto superficiale.

Sono controllabili tutti i materiali ferromagnetici con una permeabilità relativa > di 100 μr. Esempi: ferro, acciaio, fusioni in ghisa.

I campi magnetici si creano all’interno ed intorno ad un magnete permanente o attorno ad un conduttore percorso da corrente elettrica.

Per l’esecuzione di questo tipo di controllo, a seconda delle proprietà del corpo da esaminare si possono utilizzare:

Rivelatori a secco

La polvere a secco deve avere una granulometria compresa fra 50 e 300 micron.

Rivelatori in sospensione liquida

I rivelatori in sospensione umida, hanno la caratteristica di avere le particelle magnetiche diluite in un liquido a base di idrocarburi, che funge da mezzo di trasporto delle particelle, in alcuni casi specifici si possono utilizzare rilevatori fluorescenti.